Un lunedì pomeriggio dal dentista
By abcweb on feb 9, 2009 in la mia città, la mia vita in pillole
Oggi dopo circa un anno sono andato dal dentista. Controllo generale in previsione delle solite carie che mi tartassano dall’età di 5 anni. Fortunatamente niente carie, solo gengive molto infiammate. Ma questo è il fatto bello che compiuto. Per arrivare a quel fatidico “Grazie, buona sera” ho dovuto sopportare qualche ora di angosciante attesa nella sala d’aspetto, a pochi centimetri dal trapano in funzione, e dai rumori da esso causati. Attesa che accresce la mia angoscia, ma che questa volta mi ha anche permesso di prendere qualche spunto; spunto che si è trasformato in una serie di parole; le stesse che formano questo post.
Eravamo in tutto 5 i condannati a morte in attesa dell’esecuzione: oltre a me un gruppetto figlio-mamma-zia, una ragazza zitta, una coppia di indiani e infine una coppia mamma-figlio. I primi due condannati erano già in fila per la decapitazione prima di me, gli altri due si sono aggiunti dopo.
Il gruppetto figlio-mamma-zia era quello forse più interessante, formato da un bambino cresciuto a pane e mc donald(per colazione + penso almeno una 15ina di pasti al giorno) da una mamma che in realtà avrei giurato fosse la sorella maggiore del bambino-gigante e dalla zia che avrei giurato essere la zia, ma la zia del duo fratello-sorellamaggiore, a quanto pare era invece la sorella della mamma, e zia del bambino; insomma non ci sto capendo niente neanch’io che li ho visti. L’effetto sorellamaggiore-mamma era reso possibile dal fatto che l’età della signora era indefinibile, spaziava in un intervallo compreso tra sedici e quarant’anni. Il bambino poi; la domanda più intelligente che gli ho sentito fare è stata: “mamma ma per passare dalla terza media alle superiori bisogna essere promossi?”, e poi, tanto per dimostrare che l’aveva capito: “quindi per passare avanti bisogna essere sempre promossi”. Spero che le sue dimensioni nascondano un’età prematura perchè se no mi sa che questa storia del promosso/bocciato la vivrà sulla propria pelle. La zia invece era quella più tranquilla, sarà che era emarginata sia dalla sorella che dal nipote.
La ragazza zitta merita giusto una riga. Evidentemente ste discipline orientali servono ogni tanto; mai una parola prima, mai una parola durante, mai un parola dopo; non so neanche se abbia mai detto ciao, salve, buonasera, o se il tutto avveniva con cenni del capo.
Nel mezzo ci sono io. Paura prima, benessere dopo(a maggior ragione dopo aver scoperto di non dovermi curare neanche una carie).
La coppia indiana era la tipica coppia di cui ammiri la compostezza e l’umiltà. Parole poche e sottovoce, saluto generale appena arrivati. Fin troppo composta, niente da scrivere su di loro, uff.
La coppia mamma-figlio invece eccezionale, non tanto per la mamma quanto piuttosto per il figlio, con la passione sfrenata per la tecnologia. Età dai 5 agli 8 anni(non mi sbaglio!) ma già col pallino della tecnologia. Esordisce con un mitico lettore mp3 con tanto di auricolari, che dopo 5 minuti stanno sbattendo tra di loro(gli auricolari) senza ben capire perchè; il pischello credeva che sbattendoli con vigore d’improvviso uno dei due cominciasse a funzionare. Chissà se ha mai veramente sentito qualche nota uscire dall’apparecchio. Dopo il numero degli auricolari finisce il suo spettacolo con almeno mezz’ora di cellulare. Ovviamente non cellulare giocattolo ma un telefonino a tutti gli effetti(era un samsung) con tanto di winnie pooh pendente. Per tutto il tempo quell’odioso cellulare ha emesso un solo suono: un dong particolarmente potente che evidentemente il pischello aveva associato alla pressione di un qualunque tasto.
Ovviamente faccio una puntualizzazione. A me oggi tutti i compagni d’avventura facevano una simpatia mostruosa, a partire dal bambino mc per finire al bambino tecnologico, e in fondo tutti siamo stati bambini, tutti abbiamo le nostre manie, e tutti abbiamo le nostre particolarità. Quindi prendete questo racconto così per come è scritto, cioè per farvi una risata.
Un saluto a tutti quelli che si angosciano quando vanno dal dentista ![]()
ehehe
Andare dal dentista può risultare piacevole proprio perchè puoi incontrare e studiare diverse tipologie umane e rapportarti (anche senza parlare direttamente) con loro…ovviamente questo ti serve per ammazzare l’angoscia che ti opprime tutte le volte che metti piede in uno studio e vieni investito da quell’odore pungente di solvente e dal rumore assordante del trapano che perfora il dente di qualche malcapitato!
Sappi Alby che io combatto con i dentisti da molti anni, esattamente come te, e quindi comprendo perfettamente come ti sei sentito!!! XD Sono contenta che non hai dovuto affrontare il temibile strumento di tortura che penzola davanti a te quando ti accomodi sulla poltrona reclinabile
Lele | feb 10, 2009 | Reply
Eheh grazie Lele, da un lato mi fa piacere essere capito, dall’altro mi dispiace perchè vuol dire che anche tu hai subito questo trauma! E del resto mi sono proprio comuni sia l’odore pungente che il rumore assordante. A presto
abcweb | feb 10, 2009 | Reply